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Paragrafo 4 . Le basi di un nuovo sistema politico.

     
Da  Parigi  e dalle altre citt la rivoluzione dilag nelle  campagne,
dove  la situazione era gi incandescente a causa del perdurare  della
carestia.  All'esasperazione per il peggioramento delle condizioni  di
vita  e  al  rancore  accumulato durante un'oppressione  secolare,  si
aggiunse l'allarme suscitato dalla incontrollata diffusione di notizie
su  invasioni dall'estero e congiure di aristocratici, che provocarono
una  specie  di  panico collettivo, cui sar dato il nome  di  "grande
paura".   Spinte  da  quest'insieme  di  cause,  le  masse   contadine
assalirono,  saccheggiarono e incendiarono  i  castelli  dei  signori,
distrussero   i  documenti  comprovanti  i  diritti   feudali   e   si
riappropriarono delle terre un tempo destinate all'uso civico.
     
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     Incalzata  da  questi eventi, l'Assemblea nazionale  costituente,
il  4  agosto  1789,  decise l'abolizione del regime  feudale.  Con  i
successivi  decreti,  per, venne stabilita una differenziazione:  gli
obblighi  che  gravavano sulle persone, come le corves e  le  decime,
furono   immediatamente  soppressi,  mentre  quelli  derivanti   dalla
propriet, dei quali erano beneficiari anche esponenti della borghesia
fondiaria,  vennero  dichiarati  riscattabili,  per  cui  i  contadini
potevano  cessare  di  pagare  le  servit  relative  solo   dopo   la
corresponsione di un indennizzo. Questo, in realt, non venne  versato
quasi  da  nessuno, ma la distinzione operata dall'Assemblea  dimostra
comunque che essa intendeva utilizzare la spinta rivoluzionaria  delle
masse  rurali contro l'aristocrazia ed il clero, cercando allo  stesso
tempo  di  frenarla perch non colpisse gli interessi economici  e  le
aspirazioni politiche della borghesia.
     Il  processo  di demolizione del vecchio sistema politico  giunse
ad  una  tappa  fondamentale  il 26 agosto  1789,  quando  l'Assemblea
nazionale costituente approv la Dichiarazione dei diritti dell'uomo e
del  cittadino.  Composta di un preambolo e di  diciassette  articoli,
essa  echeggia la Dichiarazione d'indipendenza delle colonie americane
del  1776;  come  quella  si  ispira al giusnaturalismo,  a  Locke,  a
Montesquieu, a Rousseau e a tutta la cultura illuministica: la solenne
enunciazione   dei   diritti   naturali   dell'uomo      accompagnata
dall'affermazione  che  lo stato ha il compito specifico  di  tutelare
quei dirittti e che qualunque forma di autorit politica deve fondarsi
sulla   sovranit  nazionale.  Veniva  cos  decretato  l'abbattimento
dell'ancien rgime e si ponevano le basi di un nuovo sistema politico.
     Non  molto  tempo  dopo  l'approvazione della  Dichiarazione  dei
diritti, tutti i protagonisti della rivoluzione tornarono di  nuovo  a
fronteggiarsi  direttamente. L'iniziativa part ancora una  volta  dal
popolo,   esasperato   dalla   penuria   di   generi   alimentari    e
dall'atteggiamento  degli aristocratici e del sovrano,  il  quale  non
aveva  ancora  sottoscritto n l'abolizione del regime feudale  n  la
Dichiarazione  dei  diritti ed aveva fatto  affluire  nuove  truppe  a
Versailles.  La tensione era assai elevata e a scatenare  la  sommossa
bast  la  notizia che a Versailles, durante un banchetto  reale,  era
stata offesa la rivoluzione e calpestata la coccarda tricolore che  ne
era  il  simbolo. Il 5 ottobre 1789, una folla infuriata, composta  in
gran  parte  di  donne,  marci da Parigi  a  Versailles  e  manifest
minacciosa  davanti  al  palazzo reale e  alla  sede  della  Assemblea
nazionale costituente, mentre la guardia nazionale controllava che non
si  verificassero eccessi. Gli effetti furono immediati: il 6  ottobre
il  re firm i decreti dell'Assemblea, promise rifornimenti alimentari
e si trasfer a Parigi con tutta la corte.
     L'Assemblea  costituente, trasferita anch'essa  a  Parigi,  oltre
che  elaborare  la  carta  costituzionale, dovette  cercare  anche  di
risanare le finanze statali, il cui dissesto aveva subito un ulteriore
aggravamento  a  causa di alcune riforme, quali la soppressione  della
venalit delle cariche dietro risarcimento dei titolari da parte dello
stato. Su proposta del deputato Charles-Maurice de Talleyrand, vescovo
di   Autun,   nel   novembre  del  1789  l'Assemblea  decret   allora
l'incameramento  delle propriet ecclesiastiche, che, dichiarate  beni
nazionali, vennero poste a garanzia per l'emissione di nuovi titoli di
stato definiti "assegnati", con i quali si pensava di far affluire  in
tempi rapidi denari freschi nelle casse dello stato.
     Tutti  questi  eventi furono accompagnati da un  vasto  dibattito
politico,
     
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     animato  da societ, associazioni e circoli, formatisi  su  tutto
il territorio nazionale: una massa passiva di sudditi di una monarchia
assoluta  si  stava  trasformando in  un  insieme  di  cittadini,  che
volevano concorrere alla realizzazione di un nuovo sistema politico.
     Particolarmente   importante  fu   l'opera   svolta   dai   club,
associazioni politiche sorte con la rivoluzione, che esercitavano  una
notevole influenza sull'opinione pubblica e che, in pratica, fungevano
da  collegamento  tra quella e l'Assemblea costituente.  Il  club  dei
giacobini,  cos chiamato perch teneva le sue riunioni  nel  convento
domenicano  di  San  Giacomo, sostenne inizialmente  idee  monarchico-
moderate  e  successivamente  democratico-repubblicane;  tra  i   suoi
membri,  nessuno dei quali apparteneva ai ceti popolari a causa  della
elevata  quota  di  iscrizione,  si distinse  Maximilien  Robespierre,
avvocato di Arras. Pi popolare e di orientamento pi radicale era  il
club  dei cordiglieri, che si riunivano nel convento dei frati  minori
conventuali soprannominati cordeliers; suoi esponenti di spicco  erano
gli  avvocati  Camille Desmoulins e George-Jacques Danton,  il  medico
Jean-Paul Marat e il giornalista Jacques-Ren Hbert.
     Se  i  club  operarono  come  laboratori  delle  nuove  forme  di
organizzazione e di lotta politica, un ruolo determinante venne svolto
anche  dalla  stampa  periodica. Per  la  sua  vibrante  difesa  della
rivoluzione  si distinsero "Le Pre Duchesne" di Hbert, "Le  Patriote
Franais"  di Jacques-Pierre Brissot e "L'Ami du peuple" di Marat.  Di
orientamento controrivoluzionario era invece "Les Actes des Aptres".
     L'ampiezza  e  la  vivacit del dibattito furono  favorite  anche
dalla   nuova   organizzazione  politico-amministrativa   basata   sul
decentramento,  definita  dall'Assemblea  costituente.  Il  territorio
nazionale  venne  infatti suddiviso in 83 dipartimenti,  ciascuno  dei
quali  fu ripartito in distretti, cantoni e comuni. I dipartimenti,  i
distretti e i comuni eleggevano assemblee e organi di governo  propri,
dotati  di  ampia autonomia, ed una propria guardia nazionale.  Parigi
venne  divisa in 48 circoscrizioni, ciascuna delle quali eleggeva  tre
rappresentanti nel Consiglio generale della citt.
     Contemporaneamente vennero deliberate importanti misure anche  in
campo economico, come l'abolizione delle barriere doganali interne, la
soppressione  delle corporazioni e la liberalizzazione del  commercio.
L'amministrazione della giustizia fu organizzata in modo pi  uniforme
e  ordinato e vennero adottati provvedimenti volti a rendere pi  equo
il sistema fiscale.
